OrvietoStudi, lunedì 24 maggio, Giornata internazionale delle zoonosi dedicata alla “Toxoplasmosi”, in onore del Prof. Bruno Baldelli
Sempre più intenso l'impegno del Centro Studi nel settore della formazione in sanità pubblica e sicurezza alimentare.
Orvieto Studi - Centro Studi "Città di Orvieto" si fa promotore anche quest'anno dell'organizzazione di un evento scientifico nell'ambito della "Giornata Internazionale delle zoonosi e delle malattie trasmesse dagli alimenti", fissata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per il prossimo lunedì 24 maggio.
Presso la sala convegni di Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, in Piazza Febei n.3, si terrà un seminario di studi dedicato alla Toxoplasmosi in onore del compianto Prof. Bruno Baldelli, insigne docente della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Perugia. I lavori si svolgeranno dalle ore 9.30 alle 13, con il seguente programma:
Ore 09:30 saluti autorità
Ore 09:45 In ricordo del Prof. Bruno Baldelli
Daniela Piergili Fioretti Università degli Studi di Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria
Ore 10:00 Orvieto e le Zoonosi
Adriano Mantovani Istituto Superiore di Sanità - Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria
Ore 10:30 Il ciclo biologico di Toxoplasma gondii
Daniela Piergili Fioretti Università degli Studi di Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria
Ore 11:00 Nuove metodologie diagnostiche per la toxoplasmosi
Vincenzo Grellone Istituto Zooprofilattico Umbria e Marche
Ore 11:30 Toxoplasmosi e gravidanza
Riccardo Morelli U.O. Ostetricia e Ginecologia Presidio Ospedaliero "S. Maria della Stella" - Orvieto
Ore 12:00 Toxoplasmosi negli immunodepressi
Federica Di Costanzo U.O. Day Hospital Oncologico Ospedale " S. Maria della Stella" - Orvieto
Ore 12:30 Le zoonosi nel XXI secolo
Paolo Pasquali Istituto Superiore di Sanità - Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria
Ore 13:00 Chiusura della giornata
Modera la giornata: Agostino Macrì Istituto Superiore di Sanità - Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare.
La Giornata orvietana di studi è organizzata dalla Fondazione per il Centro Studi "Città di Orvieto" e dal Ce.R.S.Al. - Centro studi per la Ricerca biostatistica ed epidemiologica in Sicurezza Alimentare, in collaborazione con L'Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVeP), la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Perugia, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche (IZS - UM) e l'AUSL 4 di Terni.
Da ricordare che Orvieto Studi è sede di un attivo centro di ricerca e di formazione nel settore della sanità pubblica, qual è appunto il Ce.R.S.Al., riconosciuto nel dicembre 2005 come "centro di collaborazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per le zoonosi". Da un accordo di collaborazione scientifica stipulato con l'Istituto Superiore di Sanità e la SIMeVeP è nata nel dicembre 2009 la Scuola Italiana di Perfezionamento in Medicina Veterinaria Preventiva, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare che presto presenterà il suo primo corso, il cui inizio è previsto nel prossimo autunno. Sta per iniziare la propria attività anche il Centro formazione malattie rare (For.Ma.Re). Si tratta di importanti nuove iniziative formative che vanno ad aggiungersi ai numerosi corsi tenuti presso il Centro Studi "Città di Orvieto" in materia di "prevenzione e promozione della salute" fin dalle proprie origini e divenuti sistematici con il consolidarsi del Ce.R.S.Al. e dei rapporti di collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, l'IZS - UM, l'AUSL 4 di Terni e la SIMeVeP.
A proposito di zoonosi e di toxoplasmosi
Da tempo immemorabile è noto che esistono malattie che possono trasmettersi dagli animali all'uomo e viceversa: queste malattie vengono definite "zoonosi". Nel 1959 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato per le zoonosi la seguente definizione: «malattie ed infezioni naturalmente trasmesse tra animali vertebrati e l'uomo». Esse comprendono un gruppo eterogeneo d'infezioni di natura batterica, virale, parassitaria e da agenti non convenzionali (prioni). Le zoonosi conosciute sono oltre 200 secondo l'OMS ed il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina, sia umana che veterinaria.
Nel mondo moderno queste malattie, a causa dell'intensificarsi degli scambi commerciali di animali e prodotti d'origine animale tra i vari paesi, stanno acquistando un'importanza crescente. Inoltre il pericolo della loro diffusione è ulteriormente aggravato dall'aumento degli animali, domestici e selvatici, che sempre più numerosi, vivono in ambiente urbano. L'interesse per questo tipo di patologie ha portato ad un ampliamento delle conoscenze ed ha spinto ad approfondire anche alcuni aspetti socio - economici. In quest'ottica, Adriano Mantovani ha proposto un allargamento della definizione di zoonosi: «danno alla salute e/o qualità della vita umana causato da relazione con (altri) animali vertebrati, o invertebrati commestibili o tossici».
Accettata questa definizione, in aggiunta alle classiche malattie trasmissibili, sono considerate zoonosi anche: le malattie allergiche da contatto con animali o da ingestione di alimenti d'origine animale; le malattie da sostanze chimiche (es., antibiotici) presenti negli alimenti d'origine animale; le malattie derivanti da morsi di serpente o da punture di artropodi.
Non sono zoonosi, invece, le malattie come la malaria, della quale non si ammala la zanzara anofele, ma soltanto l'organismo umano.
Le zoonosi possono diffondersi da un animale all'altro e dagli animali all'uomo, mentre di solito non si trasmettono da un uomo all'altro e, pertanto, l'uomo si ammala soltanto tramite gli animali. Gli animali possono trasmettere la malattia direttamente all'uomo (ad esempio, nel caso della Rabbia, della Tubercolosi, della Brucellosi, ecc.), oppure indirettamente, vale a dire che non è necessario stare in contatto con l'animale per ammalarsi, ma è sufficiente venire in contatto con oggetti o ingerire cibi che, a loro volta, sono stati contaminati dagli animali infetti tramite le loro feci ed urine (ad esempio, Leptospirosi, Criptosporidiosi, ecc.) o tramite l'ingestione di cisti parassitarie (Echinococcosi, Trichinosi).
La Toxoplasmosi è una malattia infettiva causata dal protozoo Toxoplasma gondii, parassita intracellulare obbligato diffuso tra i mammiferi e gli uccelli.
Il Toxoplasma gondii vive in genere nel tratto intestinale del gatto che s'infetta cibandosi di carne di piccoli roditori. Il gatto rappresenta l'animale serbatoio per la riproduzione del protozoo, in quanto nel suo intestino il toxoplasma svolge il suo ciclo di riproduzione sessuata. Le oocisti vengono emesse con le feci del gatto e possono essere ingerite da un altro animale o rarissimamente dall'uomo, i quali rappresentano quindi i suoi ospiti intermedi.
Nell'uomo la toxoplasmosi può manifestarsi in forma acquisita o connatale.
La toxoplasmosi acquisita è un'infezione primaria contratta sia con l'ingestione di oocisti tramite cibo (carni bovine o suine od ovine crude o non sufficientemente cotte, insaccati, verdure crude non lavate, latticini non pastorizzati), sia più raramente per ingestione di oocisti mature di Toxoplasma gondii a seguito del contatto con oggetti, terreno o altro materiale contaminato dalle oocisti di toxoplasma.
L'infezione decorre generalmente in forma asintomatica o con sintomi lievi caratterizzati da interessamento linfoghiandolare (linfoadenopatia simil - mononucleosica). Nelle forme più gravi, soprattutto in soggetti immunodepressi (ad es., AIDS), si possono manifestare meningoencefalite, polmoniti atipiche, miocardite, epatite, retinocoroidite.
Veniamo ora alla toxoplasmosi connatale. Se l'infezione interessa una gestante, i rischi e le possibili complicanze feto - neonatali date dal passaggio dei trofozoiti al feto possono essere: aborto o morte fetale; prematurità, ritardato accrescimento intrauterino; letargia (patologia specifica dell'adattamento post - natale). Inoltre, si possono manifestare: epato - splenomegalia (aumento del volume del fegato e della milza), calcificazioni epatiche, ittero, anemia emolitica, petecchie, ecchimosi. Possono insorgere: polmonite, miocardite, lesioni ossee, lesioni nervose (es., encefalite), microcefalia, idrocefalia, calcificazioni intracraniche, ritardo dello sviluppo psico - motorio, sordità, alterazioni oculari, anomalie immunologiche.




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